Stile formale: esercizio 2.

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Caro Luigi,
come vedi ti scrivo da Roma, dove mi trovo ormai da più di due mesi. Innanzitutto ti chiedo di scusarmi per gli errori d’italiano che forse ancora non riesco ad evitare.
Come stai? E il tuo nuovo lavoro all’Università? Io adesso sto abbastanza bene. I primi giorni, anzi le prime settimane, però, sono state un po’ dure. La prima difficoltà è stata il clima. Abituata al fresco della Galizia, non immaginavo che l’estate romana fosse così calda e umida, anche se tu me l’avevi già avvertito. Non vedevo l’ora che arrivasse l’autunno. Per fortuna adesso che è ottobre ci siamo. Poi c’è stato il problema della casa. Per fortuna che tu mi avevi cercato alloggio nella casa della tua amica Ketty. Non ti nascondo che appena arrivata qui sognavo un bel monolocale che desse su Piazza di Spagna o sui Fori Imperiali. Ma poi, quando dal sogno passavo pian piano verso la realtà, a causa dei prezzi altissimi, ho incominciato a spostarmi dal centro verso la periferia. Così ho trovato un appartamento abbastanza grande per me dalle parti della Basilica di San Paolo. Non è lontano dal centro e ho la metropolitana vicinissima.
Al lavoro invece non pensavo di trovarmi così bene. Sai com’è, ognuno di noi ha i suoi preconcetti. Io credevo che agli italiani non piacesse tanto lavorare, così avevo sentito dire, o che non fossero puntuali o che scherzassero sempre, anche nei momenti più seri. Invece mi sono dovuta ricredere totalmente. Nell’ufficio dove lavoro infatti gli impiegati italiani lavorano con grande professionalità e senso di responsabilità.
Adesso ti saluto e scusami se ti ho raccontato alcune mie difficoltà. Ma sono sicuro che mi capisci.
Grazie della tua attenzione e arrivederci.
Un abbraccio dalla città eterna,
Rocío

Gentile signore Giunchi,
come scrivo da Roma, dove mi trovo ormai da più di due mesi. Innanzitutto chiedo di scusarmi per gli errori d’italiano che forse ancora non riesco ad evitare.
Come ? E il nuovo lavoro all’Università? Io adesso sto abbastanza bene. I primi giorni, anzi le prime settimane, però, sono state un po’ dure. La prima difficoltà è stata il clima. Abituata al fresco della Galizia, non immaginavo che l’estate romana fosse così calda e umida, anche se me l’ già avvertito. Non vedevo l’ora che arrivasse l’autunno. Per fortuna adesso che è ottobre ci siamo. Poi c’è stato il problema della casa. Per fortuna che mi cercato alloggio nella casa della amica la signora Cappelletti. Non nascondo che appena arrivata qui sognavo un bel monolocale che desse su Piazza di Spagna o sui Fori Imperiali. Ma poi, quando dal sogno passavo pian piano verso la realtà, a causa dei prezzi altissimi, ho incominciato a spostarmi dal centro verso la periferia. Così ho trovato un appartamento abbastanza grande per me dalle parti della Basilica di San Paolo. Non è lontano dal centro e ho la metropolitana vicinissima.
Al lavoro invece non pensavo di trovarmi così bene. com’è, ognuno di noi ha i suoi preconcetti. Io credevo che agli italiani non piacesse tanto lavorare, così avevo sentito dire, o che non fossero puntuali o che scherzassero sempre, anche nei momenti più seri. Invece mi sono dovuta ricredere totalmente. Nell’ufficio dove lavoro infatti gli impiegati italiani lavorano con grande professionalità e senso di responsabilità.
Adesso saluto e se ho raccontato alcune mie difficoltà. Ma sono sicuro che mi .
Grazie della attenzione e .
Cordiali saluti dalla città eterna,
Rocío Fernández

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